Seleziona una pagina

Internet ha cambiato il mondo, soprattutto le abitudini e le connessioni delle persone che abitano il pianeta. Tutto quanto è più vicino, a portata di mano; è possibile trovare ogni informazione, sul web. Adesso sembra essere arrivato però il tempo di enernet, e cambierà radicalmente le nostre vite. La sceneggiatura è simile a quella che ha decretato il successo di internet, sono solamente cambiati gli attori di fronte alla telecamera.

Partiamo dal principio, dalla definizione: cosa significa enernet? Il termine descrive un network energetico dinamico e distribuito, composto da nodi in grado di produrre energia green, ma anche di immagazzinarla, distribuirla e utilizzarla. Suona come un nuovo mantra energetico, ma rappresenta la base dei principi che fondano il concetto delle smart cities.

Un abitante del secolo scorso avrebbe probabilmente paventato profondi dubbi sulla reale efficacia di un siffatto sistema energetico, di produzione, distribuzione e consumoCome dargli torto, d’altronde nessuno, solo pochi anni fa avrebbe pensato che la più grande e diffusa compagnia telefonica non avrebbe avuto una sua infrastruttura proprietaria, è il caso di Skype. Oppure che la più grande compagnia di taxi non possedesse nessun veicolo, come Uber.

Airbnb è il più grande provider mondiale di locazione di stanze e appartamenti in tutto il mondo, ma non possiede né stanze né appartamenti di sua proprietà che affitta. Allo stesso modo Facebook è una tra le più enormi piattaforme media al mondo, ma non produce nessun contenuto direttamente. L’innovazione che ha travolto internet, rendendolo uno spazio di creazione e scambio, di user generated content – and services – sta ora investendo il settore energetico.

Questi innovatori di enernet, che stanno cambiando il settore energetico, vanno a comporre ormai una lunga lista. Si tratta di coloro che progettano e costruiscono microgrids e nanogrids, nuovi sistemi di produzione energetica distribuita e impianti energetici virtuali, o virtual power plants. Sono coloro che costruiscono abitazioni utilizzando nuovi materiali e soluzioni tecnologiche in grado di far risparmiare energia, rendendoli più efficienti energeticamente. E sviluppano nuovi sistemi complessi, basati soprattutto su dati e rilevazioni dirette, in grado di gestire in maniera intelligente il consumo e la produzione energetica, con l’obiettivo ridurre gli sprechi e i costi.

Nel settore del solare alcune grandi aziende hanno aperto e fatto strada, come l’americana SunEdison che ha reso possibile, attraverso il proprio modello di business, la scalabilità e la diffusione del solare. Elon Musk con Tesla sta dando vita a un sistema composto da autovettura, batteria da casa e pannelli solari, formando così la cellula energetica per la smart grid ideale.

Il settore energetico è in grande fermento, e questo apre sicuramente a numerose opportunità. Non solo per le startup, che per natura sembrano essere più dinamiche e innovative, ma anche per realtà più grandi e strutturate come le PMI. Servono visione e volontà di innovare, oltre a comprendere bene il nuovo ecosistema che si sta formando, e di cui abbiamo parlato in questo articolo.