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Uno dei più grandi problemi di questo secolo – e dei prossimi a seguire se non si troveranno delle soluzioni energetiche alternative efficaci – è rappresentato dalle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Numerose attività umane, dalla produzione ai trasporti, generano piccole o grandi quantità di anidride carbonica. Tra le diverse soluzioni adottate, e in via di sviluppo, è apparsa da poco una nuova procedura, la quale promette di trasformare l’anidride carbonica in lievito in polvere. Dalle emissioni dannose agli utilizzi in cucina. 

Se dovessimo pensare ad uno slogan pubblicitario potrebbe recitare più o meno così: le emissioni in cucina per una dieta sostenibile. In realtà si tratta di una scoperta fatta in India e che potrebbe cambiare la maniera in cui viene trasformata, e riutilizzata, l’anidride carbonica. Andando a risolvere i molti problemi ambientali dovuti alla presenza di questo gas nell’atmosfera. Carbonclean è l’azienda che ha sviluppato il processo di cattura e trasformazione della CO2 in funzione all’interno del complesso industriale Alkali Chemicals, nella zona industriale del porto di Tuticorin in India. La capacità di trasformazione? Carbonclean afferma di essere in grado di trasformare 60mila tonnellate di anidride carbonica all’anno, e sta attirando un certo interesse a livello mondiale.

L’interesse globale intorno a questa nuova scoperta ha portato gli attuali inventori, due chimici di nazionalità indiana dell’Indian Institute of Technology di Kharagpur, a trasferirsi in Inghilterra. Decisione che sembra dovuta soprattutto al fallimento della richiesta di finanziamento, che i due inventori avrebbero portato avanti in India. Finanziamento che poi invece è arrivato puntualmente dal governo inglese. Ai due chimici indiani è stato infatti offerto lo status speciale di imprenditori sul suolo britannico, oltre a specifici fondi per sviluppare ulteriormente la loro scoperta. Dall’India al quartiere londinese di Paddington il passo è stato breve.

Concrete e decise sono anche le intenzioni di Carbonclean. La dichiarazione rilasciata da Ramachandran Gopalan, il managing director dell’impresa indiana, alla BBC Radio 4 lascia poco spazio a fraintendimenti: “Io sono un uomo d’affari, non ho mai pensato di salvare il pianeta. Quello di cui avevo bisogno era la disponibilità di grandi quantità di CO2 utilizzabile, e questo era il miglior modo di ottenerla.” L’anidride carbonica è in questo senso oramai divenuta una risorsa. Alla stregua di qualsiasi altra materia prima che si intende utilizzare nei processi di trasformazione industriale per giungere alla fabbricazione di un determinato prodotto. In questo caso il lievito in polvere o baking powder.

La tecnologia sviluppata da Carbonclean non è la prima in grado di riutilizzare in qualche modo l’anidride carbonica, e diminuire quindi la sua concentrazione nell’atmosfera. Ma nella maniera in cui lo fa potrebbe riuscire a garantire, anche ad un impianto industriale come quello di Alkali Chemicals, la possibilità di ridurre a zero le proprie emissioni di CO2. E farne in questo caso anche prodotti da utilizzare in cucina.