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Utilizzare materiale di scarto, sia domestico che industriale per creare energia. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una significativa crescita di questa tendenza una valorizzazione, in termini etici e di mercato, di materiali destinati allo smaltimento.

Questo trend si è sviluppato anche nel settore energetico: produrre energia da materiali di scarto, destinati a trasformarsi in rifiuti, significa adottare un approccio green e trovare soluzioni sostenibili.

Uno degli elementi più importanti dell’energia è la maniera in cui viene prodotta. Da una parte ci sono le fonti tradizionali, utilizzate per secoli, come il carbone, il petrolio e il gas naturale. Dall’altra troviamo invece le fonti rinnovabili, che si riferiscono per definizione a modelli di estrazione di energia dagli stessi fenomeni naturali, come il vento, la luce solare, le maree, il moto delle acque o il calore del suolo.

Ma una terza categoria si è da poco affermata nello scenario della produzione energetica, ed è quella che si basa sull’utilizzo di materiale di scarto, rimanenze di processi industriali e produttivi, ma anche derivanti da attività domestiche, che sarebbero altrimenti destinate al macero, oppure a divenire rifiuti.

Un esempio ci arriva da Sainsbury, la nota catena di supermercati inglese ha reso da un paio di anni autosufficiente energeticamente il suo punto vendita di Cannock, una piccola cittadina a nord di Birmingham, grazie all’utilizzo degli sprechi alimentari. In pratica tutti quei prodotti che hanno terminato il loro ciclo di vita in negozio, quindi non possono più essere venduti al pubblico, vengono utilizzati per la produzione di energia elettrica.

Gli scarti alimentari vengono infatti trasportati presso l’impianto di Biffa nello Staffordshire, che può gestire circa 120.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Là grazie alla tecnologia AD (anaerobic digestion), questi scarti vengono trasformati in energia, attraverso l’estrazione di biometano utilizzato poi per produrre energia elettrica. Infine, un cavo elettrico di lunghezza inferiore ai 2 km collega l’impianto al punto vendita Sainsbury di Cannock, e trasporta l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento.

Ma innovare significa anche puntare sugli sprechi e gli scarti alimentari per volare nello spazio, la Nasa sta infatti sviluppando, presso il Dryden Flight Research Center (California, Usa), un biocarburante ottenuto dagli scarti animali, nella fattispecie dal grasso di pollo e di manzo, che un giorno potrebbe sostituire gli attuali propellenti. Dalle prime analisi svolte dal Glenn Research Center della Nasa risulta che questo nuovo tipo di carburante sia più eco-friendly di quelli tradizionali tuttora in uso, e fa ben sperare per un futuro più green nel settore dell’aviazione.

Per quanto riguarda il nostro paese invece, degno di nota è un progetto innovativo di riutilizzo di scarti alimentari che vede come protagonista Catania.

Nel capoluogo siciliano è stato predisposto un impianto pilota per riciclare il “pastazzo”, derivato di scarto della spremitura degli agrumi, ripensato per produrre energia e come fertilizzante per l’agricoltura.

Il progetto è stato promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e sviluppato in stretta collaborazione con l’Università degli studi di Catania. Il pastazzo rappresenta attualmente un costo per le aziende, soprattutto per ciò che riguarda il suo smaltimento. Adesso invece attraverso questa soluzione innovativa, che si basa sulla digestione anaerobica per la produzione di energia elettrica, è destinato a trasformarsi in un’opportunità energetica.

Innovare significa anche individuare nuovi scenari in grado di ottimizzare risorse già esistenti. Può voler dire osservare gli scarti di ogni giorno sotto una nuova luce, quella del risparmio energetico e rendere possibile, come nei casi che abbiamo riportato, la loro trasformazione in energia.

Noi crediamo che l’innovazione rappresenti oggi la chiave di accesso al miglioramento della nostra qualità di vita ed è per questo motivo che abbiamo deciso di dare forma a un progetto come #GREENPMI, con l’obiettivo di portare l’innovazione all’interno dei processi produttivi delle PMI.

Efficientare energeticamente permette infatti alle aziende di liberare preziose risorse che possono poi essere impiegate su altri aspetti strategici utili alla crescita, il nostro contributo sono 50 progetti per 50 PMI svolti attraverso lo strumento dei Contratti di Rendimento Energetico (EPC) offerti da GESCO, senza alcun investimento economico da parte delle imprese selezionate. Partecipa oggi stesso per non perdere l’opportunità di risparmiare energia.