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In questi giorni si decidono a Parigi le sorti climatiche del pianeta, nel capoluogo francese è in corso infatti COP21, la conferenza sul clima durante la quale verranno decise le linee strategiche di intervento dei prossimi anni. I lavori sono iniziati il 30 novembre e termineranno l’11 dicembre, tra tavoli di lavoro e conferenze si sono riuniti ben 190 paesi del mondo per confrontarsi all’interno della conferenza internazionale sul clima di Parigi.

Sulla conferenza in atto esistono numerose aspettative condivise a livello globale, soprattutto con la speranza che si possa giungere ad un accordo comune in grado di ridare linfa vitale ai processi di riduzione delle emissioni; COP21 ha come obiettivo principale quello di rallentare e magari interrompere il riscaldamento globale.

Anche noi di #GREENPMI crediamo che sia necessario definire ulteriori paradigmi, processi e soluzioni in grado di rendere le attività produttive sostenibili energeticamente.

Sulla conferenza di Parigi sembra che ci siano comunque le premesse affinché le quasi due settimane di lavori portino ad individuare nuovi percorsi per ridurre il nostro impatto ambientale.

Dalle prime notizie e dichiarazioni ricevute, ciò che pare emergere è una forte contrapposizione, il confrontarsi di due divergenti opinioni. Quella comune nei paesi sviluppati, quali Europa e America del Nord in primis, dove si sono diffusi sia la cultura che la necessità di dover ad ogni costo ridurre le proprie emissioni e abbracciare stili di vita più sostenibili. Dall’altra parte ci sono invece i paesi emergenti che si chiedono perché dovrebbero ridurre il loro fabbisogno energetico quando sono, adesso, in un periodo di grande sviluppo, spesso compulsivo e dopo che noi abbiamo sfruttato le risorse del pianeta per quasi due secoli senza curarci troppo degli sforzi, sempre in termini di risorse, che stavamo chiedendo al pianeta stesso.

La speranza è quella che di raggiungere comunque un accordo attraverso il dialogo, una soluzione che sia in grado di prendere in considerazione tutte le diverse voci in causa: un compromesso che abbia come obiettivo principale la salvaguardia del pianeta. Perché come ha chiaramente espresso il presidente francese Hollande nel corso del suo discorso inaugurale: “Prenderemo in qualche giorno decisioni che avranno conseguenze per decenni, la posta in gioco è il futuro del pianeta”.

In effetti la posta in gioco è proprio il futuro del pianeta, e se Barack Obama ha fatto mea culpa nel corso del suo intervento, ammettendo che gli Stati Uniti sono tra i principali responsabili, ma che si assumono gli oneri di fare tutto il possibile per il fermare il riscaldamento globale, anche l’Italia ha definito chiaramente il suo ruolo. Matteo Renzi in un’intervista rilasciata proprio durante i lavori di COP21 ha affermato che “non sarà facile arrivare ad un accordo” ma allo stesso tempo “arrivare a un accordo è una condizione fondamentale” sottolineando come l’Italia “sia leader in alcuni settori della Green Economy”.

Ed è esattamente da qui che noi vogliamo partire, dalla Green Economy al servizio delle PMI italiane, dai processi di efficientamento energetico che le rendono sostenibili e competitive allo stesso tempo, perché questo è l’obiettivo di #GREENPMI.

Vogliamo portare innovazione per le PMI italiane e che questa vada di pari passo con la salute e la salvaguardia del pianeta; speriamo vivamente che Parigi rappresenti una risposta concreta e la soluzione per il futuro del nostro pianeta.

Se siete un’associazione e volete approfondire la conoscenza degli strumenti innovativi che possono mettere molte imprese nella condizione di essere più sostenibili e ridurre l’impatto ambientale, potete ospitare gratuitamente una tappa del nostro Road Tour #SaveThePlanet con #GREENPMI.