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Innovare nel settore dell’efficienza energetica, ma non solo, comporta il fatto di doversi guardare intorno, osservare e ascoltare cosa fanno gli altri: gli esperti del settore in cui si opera. Professionisti, manager, studiosi, ricercatori e tutti coloro che a vario titolo sono detentori della conoscenza e del sapere, possono condividere specifici aspetti o punti di vista sul settore energetico stimolando nuove opportunità e idee.

Da questo ragionamento nasce la serie di interviste di #GREENPMI con l’obiettivo di condividere le opinioni e i punti di vista degli esperti del settore, con un focus particolare sull’efficienza energetica, per allargare le prospettive e le opportunità di crescita e sviluppo di questo nostro comparto.

Oggi parliamo con Domenico Santino, laureato in ingegneria e responsabile del Servizio Efficienza Energetica nelle Attività Produttive dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA, che ci dirà quali novità ci dobbiamo aspettare nel settore energetico per i prossimi anni.

Con lui affronteremo i temi più attuali di cui si discute oggi all’interno del settore energetico, partendo dal perché oggi “stiamo attraversando una profonda trasformazione del sistema produttivo”, e di come L’efficienza energetica può essere la bussola che indica la direzione verso cui muoverci”.

Ingegner Domenico Santino, quali saranno secondo lei gli aspetti e le evoluzioni più determinanti all’interno del settore energetico nei prossimi anni, o perlomeno sino al 2020?

Le previsioni sono fatte per essere smentite. A parte le battute, stiamo attraversando una profonda trasformazione del sistema produttivo, non credo di dire cose originali, quando affermo che ci troveremo di fronte ad una diminuzione delle attività manifatturiere nel modo in cui le abbiamo viste finora, almeno per quanto riguarda le grandi realtà a forte consumo energetico. L’efficienza energetica può essere la bussola che indica la direzione verso cui muoverci lungo questo percorso. 

Quale è secondo lei il ruolo che l’efficienza energetica è destinata a ricoprire nel futuro e come si coniugherà il binomio efficienza energetica – crescita economica?

Credo che l’efficienza energetica sia uno dei pilastri fondamentali di una crescita economica sostenibile. In particolare essa dovrebbe essere considerata da parte delle aziende come una prassi abitudinaria, una sorta di buona educazione nell’uso dell’energia.

A suo parere, da dove arriverà la nostra energia nel futuro: nucleare, rinnovabili, petrolio, carbone o cos’altro?

Nel futuro la domanda di energia dell’umanità non può che crescere sia perché i cosiddetti Paesi emergenti hanno appena cominciato ad avvicinarsi a standard di qualità della vita paragonabili a quelli occidentali, sia perché c’è un intero continente che praticamente deve iniziare tale percorso: l’Africa.

Per quanto detto non credo che si possa pensare che l’umanità possa affidarsi ad un’unica fonte energetica come storicamente è avvenuto finora, mi riferisco alle fonti energetiche che hanno accompagnato lo sviluppo dell’umanità: la legna, il carbone ed il petrolio. Penso che la ricerca tecnologica porterà ad un portafoglio di fonti energetiche che comprende quelle che voi avete citato, con gli attuali punti critici. In particolare mi riferisco all’accettabilità sociale del nucleare, ai problemi di disponibilità delle fonti rinnovabili e all’impatto sul clima dei combustibili fossili.

Quali sono i “numeri” delle Diagnosi Energetiche presentate a livello nazionale a seguito del D. Lgs 102/14? Considerazioni, critiche, aspettative.

Al momento sono arrivate circa 14.000 diagnosi energetiche da parte di oltre 5.000 aziende. Mi rendo conto che ci possa essere molto interesse da parte dei soggetti interessati per conoscere i dettagli della dimensione statistica di un meccanismo che ha interessato l’intero settore produttivo.

Innanzitutto vorrei sottolineare che forse con un po’ ritardo nelle imprese è aumentata la consapevolezza che migliorare l’uso dell’energia all’interno delle proprie attività produttive significa anche migliorare la competitività sul mercato e che la diagnosi energetica rappresenta uno strumento chiave per ottenere benefici economici significativi.

Le criticità che si sono riscontrate sono state molte, ma ciò non deve stupire in quanto si è affrontato un meccanismo molto complesso, si andava ad impattare sull’intero sistema produttivo nazionale, che rendeva presentava sia l’individuazione di tutti i soggetti interessati, mi riferisco in particolare ai problemi delle aziende multisito ed a quello della partecipazione azionaria delle aziende. Tuttavia la risposta avuta dalle aziende può essere valutata in modo molto positivo.

Naturalmente stiamo già pensando a trarre utili insegnamenti in modo da rendere molto meno difficoltoso l’adempimento all’obbligo da parte delle imprese. Penso che importanti risultati possano scaturire dall’analisi dei fogli di rendicontazione di sintesi che sono stati richiesti di compilare ed inviare insieme alla diagnosi. Da essi ci augura che si possano ricavare indicatori energetici utili alla definizione di parametri di riferimento per i vari settori produttivi.

Qual è stato finora il ruolo dell’ENEA?

Il D.lgs 102 per quanto riguarda le diagnosi energetiche ha previsto nell’art.8 che l’ENEA debba istituire e gestire una banca dati relativa alle diagnosi inviate delle imprese obbligate.

L’ENEA dovrà svolgere controlli a campione, per accertare la conformità delle diagnosi alle prescrizioni della legge, e per quanto riguarda le diagnosi svolte da auditor interni all’impresa tali controlli saranno svolti sulla totalità di esse.

Per supportare le imprese, l’ENEA ha aperto numerosi tavoli di consultazione e confronto, avviando così un dialogo costruttivo, per dare la possibilità a tutti gli operatori coinvolti di far emergere dubbi e difficoltà, e individuare insieme le migliori soluzioni per affrontare la complessità e la difficoltà dell’attuazione del decreto. Si è arrivati, così, a mettere a disposizione delle best practices e a definire delle linee guida e dei format specifici per settore per la presentazione dei dati e la stesura del report.