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Parlando con molti esperti e professionisti che operano a vario titolo all’interno del settore energetico, ci rendiamo conto sempre più dell’esistenza di una vera e propria rivoluzione energetica. Si cerca infatti di diminuire il proprio fabbisogno energetico, la competitività di molte imprese, nel prossimo futuro, sarà infatti determinata dalla loro capacità di consumare meno energia e in maniera più efficiente.

In questa intervista con Roberto Davico, Assessment Manager Italy per DNV GL – Business Assurance – parliamo di come l’energia ricoprirà un ruolo sempre più strategico negli anni a venire, e quali sono sia le tendenze in atto che le azioni necessarie per le imprese al fine di aumentare la propria competitività all’interno del mercato globale.

Efficienza energetica, rinnovabili, decremento della dipendenza dai combustibili fossili, in uno scenario che delinea una crescita della domanda primaria di energia del 37% nel 2040, le imprese che saranno in grado di intraprendere azioni di riduzione del fabbisogno energetico ed efficientamento non potranno che incrementare la loro competitività nel settore di riferimento.

Dott. Roberto Davico, quali saranno secondo lei gli aspetti e le evoluzioni più determinanti, all’interno del settore energetico, nei prossimi anni, o perlomeno sino al 2020?

Le energie rinnovabili giocheranno un ruolo di primo piano. Nel mix energetico, la quota delle energie rinnovabili sta aumentando velocemente – il solare in particolare – e allo stesso tempo i prezzi continuano a diminuire.

Mi aspetto che venga raggiunta la cosidetta grid parity (ossia che l’energia elettrica prodotta a partire da fonti di energia alternative abbia lo stesso prezzo dell’energia tradizionale) dal 2020, con energia che deriva dal fotovoltaico e dai sistemi di storage.

Già dal 2025, invece, l’energia eolica e solare rappresenteranno la forma energetica più economica in molti Paesi. Ciò contribuirà a far diminuire l’utilizzo di energia che deriva da fonti tradizionali.

Quale è secondo lei il ruolo che l’efficienza energetica è destinata a ricoprire nel futuro e come si coniugherà il binomio efficienza energetica – crescita economica?

Utilizziamo energia durante l’intera giornata, per riscaldare e illuminare le nostre case, alimentare computer e dispositivi quando siamo al lavoro, per le nostre auto e per tutti gli altri mezzi di trasporto. La nostra vita – e tutta l’economia – si basa sull’uso di energia, un uso che nel tempo è aumentato in modo significativo.

Secondo il World Energy Outlook della International Energy Agency, la domanda primaria di energia aumenterà del 37% nel 2040, continuando a mettere sotto pressione il sistema energetico globale. Pressione, che sarebbe ancora più elevata se non venissero adottate misure di efficienza per tenere sotto controllo la crescita mondiale della domanda. Per queste ragioni una gestione energetica efficiente non solo è importante, ma si rivela necessaria.

Tutto ciò è vero specialmente per le aziende che vogliono continuare a prosperare. Risparmiare energia vuol dire, innanzitutto, risparmiare sui costi operativi; in un’era di crescente attenzione per gli aspetti legati alla sostenibilità, inoltre, i consumi energetici sono diventati una “misura” fondamentale agli occhi degli stakeholder.

A suo parere, da dove arriverà la nostra energia nel futuro: nucleare, rinnovabili, petrolio, carbone o cos’altro?

Le fonti fossili peseranno ancora molto secondo gli studi più diffusi. Le proiezioni al 2030 vedono i combustibili fossili pesare ancora per oltre il 60%. Il petrolio conterà per il circa il 30%, il gas per il 19% e il carbone per il 18%. Il nucleare peserà, invece, per il 13% e le rinnovabili per il 21%.

Come vengono viste a livello europeo e internazionale le iniziative di efficienza energetica?

Il fatto stesso che l’Unione Europea abbia emesso una direttiva (2012/27/UE del 25 ottobre 2012) che impone obiettivi di efficienza energetica a tutte le imprese energivore e/o di grandi dimensioni/fatturato e che richiede agli Stati Membri di avviare iniziative di supporto in tal senso alle PMI, è la dimostrazione dell’impegno concreto della UE verso l’efficienza energetica, considerata una delle principali “risorse energetiche”, almeno per i prossimi 20 anni.

Quanto conta l’efficienza energetica per le aziende del mondo alimentare?

La nostra ultima analisi Viewpoint sull’approccio da parte delle aziende al tema dell’efficienza energetica rivela che l’attenzione è alta trasversalmente nei diversi settori.

L’indagine, condotta in collaborazione con l’Istituto GFK Eurisko su 1.557 professionisti in Europa, America e Asia, ha messo in evidenza la centralità del tema anche per le aziende dell’alimentare. Nel comparto Food & Beverage, l’attenzione è addirittura più alta rispetto alla media. Spiccano alcuni dati:

  • Le questioni legate all’efficienza energetica sono rilevanti per la definizione delle strategie per l’82% delle aziende (+13% rispetto alla media)
  • Il 68% delle aziende adotta strategie ad hoc (+11%) e fissa obiettivi misurabili (+14%)
  • L’86% delle aziende ha investito in efficienza energetica negli ultimi 3 anni (+19%)

 

Non è solo la possibilità di risparmiare a spingere le aziende del settore verso una gestione più consapevole dell’energia ma anche il forte legame da sempre esistente tra prodotto alimentare e marchio. Oggigiorno, gli aspetti legati alla sostenibilità giocano un ruolo centrale per i consumatori; dal punto di vista dei brand, una gestione più consapevole diventa, perciò, una via per rafforzare la propria reputazione di marca e per andare incontro alle richieste del mercato.

Senza dubbio, inoltre, una gestione energetica efficiente porta anche alla riduzione dei consumi e conseguentemente dei costi, elemento di attrattiva anche per le numerose piccole e medie imprese che sostanziano il tessuto imprenditoriale italiano.

Sono certo che la possibilità di tagliare i costi, unitamente ai diversi finanziamenti messi a disposizione dalle autorità, rappresenteranno un forte stimolo a impegnarsi ancora di più anche per queste imprese. I colossi dell’alimentare, invece, lavorano da tempo ai temi dell’efficienza energetica, sono già a buon punto. Potranno solo migliorare ulteriormente la propria posizione.

Potrebbero esserci contraddizioni, incompatibilità o sinergie tra efficienza energetica e qualità dei prodotti in campo alimentare?

Mi sento di darvi una risposta categorica: assolutamente no.