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Alessio Calcagni è Chief Executive Officer di Veranu, un progetto nato nel 2012 e divenuto realtà nel 2016. Lo abbiamo intervistato per chiedergli come nasce l’idea che pone le fondamenta della loro startup: una mattonella che produce energia. Basta solo camminarci sopra.

Il problema energetico è reale e rappresenta una delle più grandi sfide che il panorama produttivo mondiale deve affrontare, in questo scenario è strategico investire in forme di sviluppo sostenibili e alternative energetiche. Possono essere interventi mirati di efficientamento energetico oppure soluzioni smart come quella proposta da Veranu. In questa breve intervista con Alessio scopriamo l’anima e la mente che si celano dietro questa innovativa startup. 

Ciao Alessio, Veranu è una startup completamente italiana che, con il suo Veranu, trasforma i passi delle persone in energia elettrica. Da dove nasce l’idea dell’energy floor e di cosa si tratta esattamente?

L’idea nasce dalla mia tesi di laurea specialistica in ingegneria elettronica nel 2012, per la quale ho avuto modo di realizzare un sensore di pressione con materiale piezoelettrico basato su transistor organici a modulazione di carica (OCMFET). Reinventando l’applicazione dei materiali impiegati durante la tesi, è nata l’idea di un progetto innovativo capace di produrre energia dai passi: Veranu, una tecnologia che trasforma l’energia dei nostri passi in energia elettrica pulita, offrendo un risparmio sui costi energetici e una riduzione sulle emissioni di CO2 nell’aria. Più persone camminano su Veranu e maggiore sarà l’energia generata.

Quali sono secondo te alcuni degli impieghi che il vostro Veranu potrebbe avere sia a livello domestico che aziendale?

Con soli 20 passi su una mattonella, Veranu può accendere un lampione a luci led e, installato in luoghi molto affollati come piazze, aeroporti, centri commerciali, può quindi dare la possibilità di ridurre le spese energetiche legate per esempio all’illuminazione.

Veranu può essere installato sia all’interno che all’esterno, e i principali impieghi della nostra tecnologia sono le aree maggiormente affollate come ad esempio piazze, stazioni dei treni, aeroporti e uffici.

Sappiamo da fonti attendibili che il 13 ottobre scorso eravate a Londra, ci puoi dire a fare cosa?

Abbiamo preso parte ad un importante evento sull’internazionalizzazione della nostra Isola, la Sardegna, all’interno di questo evento: Sardinia Goes Global. Veranu è stata invitata dall’Ambasciata Italiana in Londra, dall’incubatore italiano a Londra iStarter e dal Venture Incubator Clhub, presso il quale stiamo attualmente percorrendo insieme ai ragazzi del Clhub stesso un percorso di crescita imprenditoriale: esempio di come un’azienda sarda che ha raggiunto ottimi traguardi possa presentarsi in un contesto internazionale che gli permetta di accedere a nuovi mercati e di entrare in contatto con altre entità e strutture che potrebbero permettere una sua scalabilità. Per maggiori info vi consiglio di visitare il sito web di Sardinia Goes Global 

Cosa significa, secondo te, innovare in un settore come quello energetico?

Innovare significa trovare una soluzione smart ai problemi di tutti i giorni; offrendo sistemi capaci di sfruttare le fonti rinnovabili più impensabili, vedi i passi delle persone, per dare un contributo alla nostra continua sete di energia. Oggi con Veranu siamo partiti utilizzando i passi per accendere le luci di una città, ma domani chissà cos’altro utilizzeremo.

Un’ultima domanda: qual è la vision che sta dietro ad una startup come Veranu? In che modo renderete il mondo migliore?

Mi piace sempre considerare Veranu non soltanto come una semplice mattonella intelligente che genera energia, ma piuttosto come una filosofia, uno stile di vita improntato sull’essere Smart, Sostenibili, Innovativi e Environmentally Friendly. Con Veranu quindi puntiamo prima a innovare noi stessi da dentro e poi a innovare il mondo.

Grazie Alessio!