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Il workshop Efficienza Energetica nell’Industria Agroalimentare, tenuto da #GREENPMI e Federalimentare durante questa edizione di Cibus, ha affrontato il tema dell’energia in uno dei settori strategici dell’economia italiana, un panel di esperti si è confrontato sullo stato dell’arte e le possibili soluzioni per affrontare preparati le nuove sfide di un mercato globale in cui l’energia è destinata a divenire, sempre più, una risorsa preziosa e in grado di definire il successo o il fallimento di interi comparti produttivi.

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Un altro progetto molto interessante, per quanto riguarda lo stato dell’arte del Made in Italy, è stato il lancio, a chiusura di Cibus, del primo Osservatorio Internazionale sull’Italian Sounding Alimentare e nato dall’impegno degli organizzatori di Cibus, Federalimentare e Fiere di Parma con l’obiettivo di promuovere e salvaguardare il Made in Italy nel mondo. In un mercato globale in cui molte aziende, spesso non italiane, sono libere di vendere prodotti non italiani ma che, attraverso una comunicazione e un’immagine spesso ingannevoli, cercano di vantare un ipotetico Made in Italy, “italian sounding” appunto, tutelare le eccellenze del nostro paese diviene un imperativo per garantire alle imprese del Settore Agroalimentare italiano crescita e competitività. Nelle parole del Presidente di Federalimentare, e coordinatore dell’Osservatorio, Luigi Scordamaglia si possono leggere i rischi di una mancata regolamentazione e autenticazione della qualità del Made in Italy: “Se pensiamo che solo in America il fenomeno vale circa 23 miliardi (7 prodotti su 8 sono venduti come italiani ma non lo sono) ecco che il valore complessivo e quindi il danno economico per l’industria alimentare italiana è ben più alto.” Qualità riconosciuta e ben comunicata del Made in Italy e politiche energetiche in grado di aumentare la competitività delle imprese italiane, sono questi due degli aspetti su cui è opportuno investire per far si che il settore agroalimentare italiano incrementi le proprie prospettive di sviluppo e veda riconosciute le tante eccellenze produttive che lo compongono. In cifre questa edizione 2016 di Cibus ha visto partecipare 3.000 aziende, ognuna con un proprio spazio espositivo, disposte su un’area di 130.000 metri quadrati, sono arrivati 72.000 visitatori e, di questi, 16.000 operatori esteri e ben 2.200 top buyer. Già si parla di una considerevole influenza ereditata da EXPO 2015, e i suoi gli effetti positivi nei confronti del settore Food e Agroalimentare generati nel corso dello scorso anno, a conferma, anche questo, di quanto il Settore Agroalimentare sia oggi più che mai dinamico e strategico per l’economia italiana.